Eccoli fermarsi in piedi
Intorno al tavolo di alluminio
Arrivano in silenzio, si sparpagliano
Qualcuno schiarisce la voce
Nessuno ha una frase opportuna
Si tratta solo di guardare
Un ragazzo è morto
Il viso è stato risparmiato
L'hanno pulito, l'hanno asciugato
E addosso gli hanno appoggiato un lenzuolo duro
Il padre non capisce niente
Sta fermo con le mani in tasca
Le mani sono grosse, di buccia, di scorze, di unghie sporche
Lavorerà al mercato o guida un camion
Forse ha una pompa di benzina
Sembra uno che ha preso molto freddo
Che è uscito sempre presto la mattina
Ha una vena piena in mezzo alla fronte
Che spartisce e attraversa le rughe
E gli occhi rossi, rossi, rossi, rossi, rossi
Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
È che la morte non si fa capire
Dà appuntamento e non si fa trovare
A spaventare è il rumore dell'incidente
La carne rovesciata bianca
Ma quella è ancora vita, che si dimena
Poco da vivere, ma ancora ne manca
Il ragazzo qui davanti non fa paura
Semplicemente non si sa che dire
È troppo presto per capire che si capirà
Improvvisamente, senza vedere
Un citofono che non suona
Un suggerimento che non arriva
Una porta che non sbatte, ciabatte da piscina
Una ricetta con un segreto, forse la buccia di limone
Un bigliettino giallo al vetro, un cellulare, un nome
Il padre non capisce niente
La madre non smette di guardare
Il padre non capisce niente
La madre non vorrebbe mai andare
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