Ed alla fine siamo diventati
Come quei gruppi che, da ragazzini, dicevamo un po' sfigati
Quelli cupi ai giardinetti
Quelli che le nostre madri reputavano falliti
Abbiamo creduto di essere salvi, di essere immuni al nero che è fuori
Che non da spunti per uscirne vivi
Ci siamo abituati ai richiami dei gabbiani
Anche noi che viviamo in mezzo agli appennini
Ci siamo abituati al fatto di essere insicuri
Al non avere più certezze o batticuori
Siamo diventati adulti e non ce ne siamo accorti
Sono andati via in parecchi e abbiamo dimenticato i nomi
Noi che non siamo andati in metropoli giganti
Condiviso appartamenti con studenti laureandi
Non abbiamo coltivato nessun sogno nel cassetto
Sarà lì la vera gioia? Nell'armadio che hai comprato?
Ed io che non ho mai vissuto con l'intento di ferire
E che vedo tutto intorno gente che vuol litigare
Senza cercare confronti, senza doversi informare
Vale quel che si capisce e non vale quel che vale
E poi, quando mi parlate io mi chiedo che pensate
Se mi state regalando un altro mare di cazzate
Sempre pronti per l'ingiuria, sempre pronti a separare
Le persone in due fazioni
Lui è diverso lui è uguale
Ed io che non decido quasi niente e mi ritrovo in situazioni
Non so chi devo ringraziare o se mi devo domandare
Se è qualcuno dei miei nonni che non ho mai conosciuto
Che se mi avessero vissuto non mi avrebbero aiutato
Ma io non credo nel divino, o meglio, non so dar risposta
Ricordo solo che da bambino obiettavo ad ogni cosa
Adesso che sono cresciuto e che non sono cambiato
So soltanto che ho peccato
Padre, vado perdonato
Ed io che non ho mai vissuto con l'intento di ferire
E che vedo tutto intorno gente che vuol litigare
Senza cercare confronti, senza doversi informare
Vale quel che si capisce e non vale quel che vale
E poi, quando mi parlate io mi chiedo che pensate
Se mi state regalando un altro mare di cazzate
Sempre pronti per l'ingiuria, sempre pronti a separare
Le persone in due fazioni
Lui è diverso lui è uguale
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